Tesori del Celio: la basilica di S. Stefano Rotondo


domenica 15 ottobre 2017

Tesori del Celio: la basilica di S. Stefano Rotondo

Nonostante la posizione centrale, a ridosso del Colosseo, di Via Labicana e di via di San Gregorio, il colle Celio appare oggi un po’ defilato, dominato dalla vegetazione del parco di Villa Celimontana e dai viottoli ombrosi che si inerpicano sulle sue pendici. Passeggiando per il Celio, però, si resta sicuramente colpiti dalla ricchezza di edifici, strutture e monumenti che appaiono ad ogni angolo, in ogni vicolo, e in particolare non si può non rimanere stupefatti delle numerose chiese che sorgono sul colle.

Luogo di “passaggio” obbligato e di collegamento tra i due poli cristiani principali della città, le basiliche di San Giovanni in Laterano e di San Pietro in Vaticano, il colle fu infatti utilizzato come terreno privilegiato per la costruzione di templi cristiani a partire dall’epoca paleocristiana (IV –V secolo). Molte di queste strutture si conservano, e preservano ancora l’aspetto antico, medievale, con i muri in mattoni decorati da archetti pensili e i campanili ornati dai piatti in ceramica: basti pensare alla chiesa-fortezza dei Santi Quattro Coronati, al quadriportico in laterizi di San Clemente, o alla bella facciata della chiesa dei Santi Giovanni e Paolo, con ambienti sotterranei la cui storia si lega ad antiche tradizioni cristiane.

Un gioiello dell’architettura paleocristiana a Roma

In questa ricchezza di testimonianze cristiane antiche, spicca, sulla cima del colle, la chiesa di Santo Stefano Rotondo. La chiesa, dalle dimensioni gigantesche, si trova isolata all’interno di un’area verde, e la sua enorme mole rimane celata, rivelandosi in tutta la sua imponenza soltanto una volta entrati. Solo dall’interno è infatti possibile apprezzarne le dimensioni e la spazialità armonica, basata sulla forma circolare. Il tempio mescola infatti, in una struttura articolata, complessa e particolarmente suggestiva, le due piante centrali allora conosciute e usate a Roma: la croce greca e il mausoleo circolare. La chiesa, costruita nel V secolo, è dunque importante non solo per il fascino che ancora possiede, ma soprattutto come esempio dell’architettura paleocristiana della capitale.

Una enciclopedia raccapricciante

La visita non sarà incentrata solo sulla prima fase costruttiva della chiesa e sulla sua storia più antica, bensì sulle vicende storiche e sulle continue modifiche che caratterizzano un tempio importante come Santo Stefano Rotondo, più volte ristrutturato e ridecorato. Entrando nella chiesa sarà possibile, ad esempio, osservare i mosaici di VII secolo nella cappella dei Santi Primo e Feliciano, i tramezzi e le modifiche apportate nel XII secolo, e soprattutto le sconvolgenti pitture realizzate nell’ambulacro dal Pomarancio a partire dal 1583.

Incentrate sulla tematica del “martirio” i dipinti dell’artista toscano ancora oggi colpiscono come un pugno nello stomaco per la loro violenza e il loro realismo: vera e propria “enciclopedia degli orrori”, il “martirologio” è basato su 34 trucide scene di massacri compiuti sui cristiani delle origini. Questa strana enciclopedia ha colpito i viaggiatori e gli scrittori di tutte le epoche, tra cui Goethe, Stendhal, De Sade, e noi cercheremo di osservarla assieme senza essere travolti dalla sua forza brutale.

Sto caricando la mappa ....