La Centrale Montemartini tra archeologia industriale e archeologia romana


domenica 05 giugno 2016

La Centrale Montemartini tra archeologia industriale e archeologia romana

La Centrale Montemartini è uno straordinario esempio di riconversione in sede museale di un edificio di archeologia industriale.
Il primo impianto pubblico per la produzione di energia elettrica, intitolato a Giovanni Montemartini, è oggi il secondo polo espositivo dei Musei Capitolini ed ospita una considerevole parte delle sculture dell’antichità classica tornate alla luce nel corso degli scavi eseguiti a Roma tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, già esposte ai musei capitolini o recuperate da depositi museali.

La centrale Montemartini: colosso industriale

La centrale termoelettrica Montemartini era stata inaugurata dalla giunta Nathan il 30 giugno 1912: era il primo impianto pubblico di produzione elettrica dell’allora “Azienda elettrica municipale” (oggi ACEA). Fu intitolata a Giovanni Montemartini, teorico delle municipalizzazioni delle aziende di servizi di interesse pubblico e assessore al tecnologico, morto durante una seduta del consiglio comunale nel 1913.

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Le macchine e gli dei

La centrale, una volta dismessa, venne riconvertita nel 1997 in uno spazio museale inaugurato con la mostra dal titolo “Le macchine e gli dei”, fondendo magicamente l’archeologia classica e l’archeologia industriale.

Accanto ai vecchi motori turbodiesel sono stati esposti capolavori della scultura antica, che si sposano in un connubio perfetto, e preziosi manufatti rinvenuti negli scavi della fine dell’Ottocento e degli anni Trenta del 1900, con la ricostruzione di grandi complessi monumentali come gli Horti aristocratici e imperiali o il frontone del tempio di Apollo Sosiano.

Scopriremo insieme la storia del complesso della centrale Montemartini, contestualizzandolo nell’area industriale del quartiere Ostiense, e visiteremo la meravigliosa collezione del polo museale.

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Capolavori da scoprire

A partire dal 1 giugno, l’esposizione permanente del Museo Centrale Montemartini si arricchisce di nuovi straordinari capolavori da tempo conservati nei depositi ed esposti al pubblico solo in occasione di mostre temporanee, tra cui il ricco corredo funerario di Crepereia Tryphaena, rinvenuto alla fine dell’Ottocento durante i lavori di scavo delle fondazioni del Palazzo di Giustizia, e il grande mosaico del Rapimento di Proserpina, rinvenuto in una tomba lungo la via Portuense nel 1885.

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