Sfogliando l’album di famiglia… Palazzo Primoli e la famiglia Bonaparte a Roma


domenica 27 novembre 2016

Sfogliando l'album di famiglia... Palazzo Primoli e la famiglia Bonaparte a Roma

Nel 1927 morì a Roma il conte Giuseppe Primoli, lasciando alla città la sua collezione, oggi conosciuta come Museo Napoleonico. Il conte, appassionato bibliofilo e noto fotografo, che documentò con i suoi scatti i numerosi cambiamenti della città nei primi anni del Novecento, era figlio di Pietro Primoli e Carlotta Bonaparte, pro-nipote di Napoleone. A lungo aveva coltivato l’idea di scrivere una “storia segreta” della famiglia Bonaparte e perciò aveva iniziato a collezionare oggetti di ogni tipo appartenuti ai membri della famiglia materna.

Oggi Palazzo Primoli ospita, oltre al museo, anche la Fondazione omonima e l’Archivio fotografico, nonché la casa-museo dell’anglista e critico d’arte Mario Praz.

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Sfogliando l’album di famiglia

La collezione raccoglie perlopiù oggetti di carattere privato, lontani dall’altisonante ritrattistica pubblica tipica del periodo imperiale. Una vera e propria raccolta di cimeli di famiglia, che contempla molti oggetti che erano parte integrante della quotidianità dei nobili del tempo: arredi originali provenienti dalle diverse residenze dei Bonaparte, porcellane da tavola, orologi da tavola e da tasca, gioielli, abiti, calamai, tabacchiere, bastoni da passeggio, persino un’antica bicicletta…

Fanno parte della collezione anche i ritratti in miniatura che abitualmente si scambiavano i membri della famiglia, in mancanza delle fotografie. Questi micro-ritratti erano dipinti a olio o acquerello su piccoli supporti di avorio, oppure realizzati come bassorilievi in cera su vetro, e potevano essere raccolti in veri e propri album.

immagini di Roma in micromosaico
Minute visioni: il micromosaico

Dedicheremo una parte della visita alla mostra Minute Visioni. Micromosaici romani del XVIII e XIX secolo dalla collezione Ars antiqua Savelli, allestita in alcune sale del museo sino al prossimo 31 dicembre.

Tecnica tipicamente romana, il micromosaico raggiunse il suo apice tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento. Decine di botteghe specializzate, che si trovavano perlopiù tra Piazza del Popolo e Piazza di Spagna, realizzavano immagini destinate ai viaggiatori stranieri del Grand Tour che desideravano riportare a casa un souvenir della città eterna.

Fonte foto: le due foto nel testo sono tratte dal sito web del Museo Napoleonico www.museonapoleonico.it.

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