Luoghi nascosti tra le fronde del Tevere: la chiesetta di Santa Passera


sabato 08 ottobre 2016

Luoghi nascosti tra le fronde del Tevere: la chiesetta di Santa Passera

Percorrendo la stradina che costeggia il Tevere, all’altezza di via della Magliana ci si imbatte inaspettatamente in una piccola abside in mattoni, circondata da un orticello: una apparizione surreale, in mezzo al cemento e ai condomini. Si tratta della chiesetta medievale di Santa Passera, sconosciuta ai più ma decisamente suggestiva, con la pittoresca facciata munita di una grande rampa di accesso rivolta verso il fiume.

La santa che non esiste

Una santa cristiana che risponda al nome di Passera non è mai esistita! La chiesetta sorge in età antichissima, lungo l’antica via Portuense, ed è probabilmente in origine dedicata alla vergine Prassede. Nel V secolo però, vengono qui deposte le salme dei Santi Giovanni e Ciro, giunte a Roma dal lontano Egitto, e la chiesa cambia dedicazione. L’attuale intitolazione a Santa Passera nasce in realtà proprio dalla corruzione fonetica del nome Abbàs Cyrus (Padre Ciro), che il dialetto popolare ha stravolto in Abbaciro, Pacero, Pacera, per arrivare fino a Passera!

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Una storia stratificata

Come spesso accade a Roma, la chiesetta attuale, vero e proprio gioiellino dell’architettura del XIV secolo, cela testimonianze della vita precedente della struttura: la costruzione si sviluppa su diversi livelli accessibili, tutti decorati da affreschi. Dall’oratorio di V secolo, in cui furono collocate le spoglie dei martiri Ciro e Giovanni, si accede al vano più antico, di II-III secolo.

Come nel più noto caso di San Clemente, la chiesa rivela una stratificazione storica ricca e complessa, che si è miracolosamente conservata nel mezzo del tessuto urbano, per raccontarci ancora oggi una storia di migliaia di anni fa.

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