La grande architettura pubblica romana: le Terme di Diocleziano


domenica 01 ottobre 2017

La grande architettura pubblica romana: le Terme di Diocleziano

Approfittando della domenica di apertura gratuita, Festina Lente vi porta alla scoperta di un grandioso complesso edilizio antico, che ancora ci colpisce per la sua imponenza e grandiosità: le terme di Diocleziano.

Le terme, i cui possenti muri in mattoni ancora dominano l’area tra Termini e Piazza della Repubblica, furono costruite tra il 298 e il 306 dopo Cristo, e rappresentano un perfetto esempio della grande architettura romana a destinazione pubblica: i bagni erano infatti pensati per servire gli abitanti dei quartieri VIminale, Quirinale ed ESquilino. I giganteschi resti delle terme, usate fino al VI secolo e poi parzialmente abbandonate, sono riemersi in tutta la loro imponenza e sono stati recuperati a partire dall’inizio del Novecento, per diventare dal 2013 parte del Museo Nazionale Romano.

I romani e le terme “imperiali”

La tipologia architettonica degli impianti termali “imperiali”, già sperimentata e perfezionata nella capitale tramite la costruzione delle terme di Nerone in Campo Marzio, di Tito e di Traiano sul colle Oppio, e infine tramite l’erezione delle terme di Caracalla, mostra, nelle poderose strutture volute da Diocleziano, tutto l’ingegno tecnico e l’avanzata concezione architettonica romana. La visita ci porterà all’interno del Museo, per aggirarci attraverso i grandi ambienti balneari, osservarne da vicino la struttura e comprenderne la funzione. La visita non si concentrerà quindi nello specifico sui pezzi del ricchissimo Museo Nazionale, ma piuttosto sull’articolazione spaziale e funzionale delle terme, le più grandi mai costruite a Roma.

Il riuso dello spazio: la basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri

Come molte delle strutture dell’antica Roma, anche le terme di Diocleziano vennero riutilizzate in epoca medievale e moderna: come cava di materiali, come ambienti di servizio e come luogo di culto cristiano. Continuando ad indagare sugli ambiente termali, la parte finale del nostro percorso ci porterà all’interno della basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, la basilica che venne ricavata a partire dal 1562 all’interno del tepidarium e del frigidarium delle terme romane. Anche in questo caso, il focus non sarà tanto sulla sfarzosa decorazione della chiesa, ma sull’analisi dell’armoniosa spazialità delle terme, che ancora emerge dalla sistemazione odierna.

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