Area archeologica Vicus Caprarius: dalla “Città dell’Acqua” alla Fontana di Trevi


sabato 21 gennaio 2017

Area archeologica Vicus Caprarius: dalla “Città dell’Acqua” alla Fontana di Trevi

I lavori di ristrutturazione dell’ex Cinema Trevi, a pochi passi dalla famossissima fontana, hanno portato in luce, tra il 1999 e il 2001, una piccola area archeologica di grande importanza storica: collocata nel cuore della città, ad un passo dall’antica via Lata, l’area archeologica di Vicus Caprarius ci svela alcuni aspetti fondamentali dell’utilizzo di questa zona.

Un acquedotto ancora funzionante

L’area indagata si trovava, in antico, all’interno della VII regio, che comprendeva tutto il Campo Marzio orientale. Lo sviluppo urbanistico della regio VII iniziò all’epoca di Augusto, quando Agrippa, uno dei più stretti collaboratori e amici dell’Imperatore, decise di costruire un complesso termale (sito dietro il Pantheon) e un acquedotto in grado di rifornirlo. L’Aqua Virgo fu il sesto dei grandi acquedotti romani ad essere costruito, ed è l’unico tutt’ora funzionante per l’alimentazione di piccole e grandi fontane, come la Barcaccia a Piazza di Spagna o la fontana di Trevi. Lungo più di 20 km, in parte sotterraneo e in parte costruito su strutture arcuate, captava l’acqua (secondo le antiche leggende, un’acqua purissima e cristallina, cui potrebbe essere legato il nome dell’acquedotto) da sorgenti nei pressi dell’Aniene.

area archeologica vicus caprarius

Un tratto dell’ingegnoso sistema idraulico dei romani…

Nell’area archeologica sono attualmente visibili diverse strutture, tra cui alcune a carattere abitativo. Ma soprattutto, nel sotterraneo si possono osservare due stanze – serbatoi, rivestiti in cocciopesto, che in epoca adrianea funzionavano come castellum aquae dell’acquedotto Vergine. Era proprio grazie a strutture di questo tipo che il genio tecnico e ingegneristico dei romani era riuscito ad approvvigionare di acqua l’intera città e a distribuire questa preziosa risorsa in maniera capillare. L’area archeologica diviene dunque una importante testimonianza, utile per comprendere più a fondo il funzionamento del complesso sistema idraulico dell’Impero.

Un Museo Sui Generis

Oltre all’interesse dell’area e dei reperti qui rinvenuti, la visita è un’occasione per osservare anche l’allestimento di questo piccolo spazio espositivo, creato all’interno di un contesto (quello del cinema) totalmente estraneo: una grande vetrata ricavata in una delle sale di proiezione permette di osservare l’area archeologica anche dall’alto, rendendo il luogo ancora più suggestivo.

Sto caricando la mappa ....