L’acquedotto Vergine: alla scoperta di una eccezionale opera d’ingegneria idraulica della Roma antica


domenica 17 marzo 2019

L’acquedotto Vergine: alla scoperta di una eccezionale opera d’ingegneria idraulica della Roma antica

Plinio il Vecchio scriveva:

Una volta considerata la quantità di acqua di uso pubblico per le terme, le piscine, le fontane, le case, i giardini suburbani, le ville; la distanza da cui l’acqua viene, i condotti che sono stati costruiti, i monti che sono stati perforati, le valli che sono state superate, dovrà riconoscere che nulla in tutto il mondo è mai esistito di più meraviglioso.

La visita ci condurrà a scoprire e seguire da vicino una di queste meraviglie idrauliche della Roma antica: l’Acquedotto Vergine, che attraversava e attraversa ancora oggi l’area del Campo Marzio.

L’Aqua Virgo fu il sesto dei grandi acquedotti romani ad essere costruito, ed è l’unico tutt’ora funzionante per l’alimentazione di piccole e grandi fontane, come la Barcaccia a Piazza di Spagna o la fontana di Trevi. Lungo più di 20 km, in parte sotterraneo e in parte costruito su strutture arcuate, captava l’acqua (secondo le antiche leggende, un’acqua purissima e cristallina, cui potrebbe essere legato il nome dell’acquedotto) da sorgenti nei pressi dell’Aniene.

area archeologica vicus caprarius

Alla ricerca delle tracce dellacquedotto

Il percorso prende avvio dall’area archeologica del Vicus Caprarius: in quest’area, i lavori di ristrutturazione dell’ex Cinema Trevi, a pochi passi dalla famosissima fontana, hanno portato in luce, tra il 1999 e il 2001, una piccola area di grande importanza storica, rendendo visibili, assieme ad alcune strutture a carattere abitativo, due stanze – serbatoi, rivestiti in cocciopesto, che in epoca adrianea funzionavano come castellum aquae dell’acquedotto Vergine. Era proprio grazie a strutture di questo tipo che il genio tecnico e ingegneristico dei romani era riuscito ad approvvigionare di acqua l’intera città e a distribuire questa preziosa risorsa in maniera capillare.

Continueremo poi a seguire le tracce di questo impianto seguendone il percorso a ritroso: passeremo per fontana di Trevi, che costituiva una delle mostre (punti di arrivo e approvvigionamento) dell’acquedotto già in epoca antica, spieremo attraverso il cancello di Via del Nazareno, dove ancora è visibile una grande arcata dell’acquedotto riallestita all’epoca di Claudio, e infine arriveremo alla Rinascente di Via del Tritone.

Due musei sui generis

Al di sotto del centro commerciale infatti sono emerse, durante uno scavo di 11 anni, 13 delle arcate dell’acquedotto. Il sito, attualmente aperto al pubblico gratuitamente e allestito con un suggestivo video esplicativo proiettato direttamente sulle arcate dell’acquedotto, è un piccolo museo ricavato nel cuore della realtà commerciale.

La visita dunque, oltre che permetterci di seguire da vicino il percorso, il funzionamento e i segreti dell’antico condotto, ci permetterà di osservare anche l’allestimento di questi due piccoli spazi espositivi, creati all’interno di contesti (quello del cinema e quello della Rinascente) totalmente estranei.

 

Sto caricando la mappa ....