Apertura straordinaria! Le case romane di S. Paolo alla Regola


domenica 23 giugno 2019

Apertura straordinaria! Le case romane di S. Paolo alla Regola

La visita è stata annullata per il mancato raggiungimento del numero minimo di partercipanti.

In via di S. Paolo alla Regola, vicino alla omonima chiesa e a quella della SS. Trinità dei Pellegrini, si trova il cinquecentesco Palazzo Specchi, occupato oggi dalla Biblioteca Comunale per Ragazzi al primo piano e da abitazioni private ai piani superiori. Dall’esterno dell’edificio è facile rendersi conto di come ci si trova di fronte ad una struttura dalle origini molto antiche: basta alzare di poco lo sguardo infatti per scorgere, all’altezza del primo piano, in un tratto di muro volutamente non intonacato, resti di una struttura di epoca romana e, oltre questi, le strutture medioevali conservate a tutta altezza.

Una storia lunga 2000 anni

Una struttura di quattro piani di epoca romana dunque, il cui piano terreno si trova oggi due livelli al di sotto della strada. Una struttura di epoca romana, sopraelevata in età medievale e inglobata poi in costruzioni cinquecentesche. Per capire l’origine di questo edificio, dobbiamo tornare indietro nel tempo di 2000 anni e immaginare in questa zona, al periodo dell’imperatore Domiziano, nel I sec. d.C., file di magazzini su due piani allineate davanti al Tevere e, tra queste, ampi spazi vuoti destinati a cortili: siamo qui infatti vicino al fiume e vicino al porto nella città, dove arrivavano le imbarcazioni cariche di derrate alimentari che risalivano il Tevere. Per ricostruire l’evoluzione della zona e di questo edificio, dobbiamo infine ricordare i grandi interventi edilizi che interessarono tutto il quartiere nel III sec. d.C. e che trasformarono molti degli spazi aperti in nuovi magazzini, e i grandi restauri di IV sec. d.C. che risanarono l’area dopo gli incendi di età costantiniana.

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Nel sottosuolo un palinsesto di vita vissuta

Inizieremo dunque la nostra visita dalla parte più profonda dell’edificio, scendendo a circa 8 metri di profondità, per poi risalire piano piano seguendo l’evoluzione cronologica del complesso. Cominceremo addentrandoci negli ambienti una volta appartenuti ai semplici magazzini domizianei, risalendo poi attraverso i magazzini di età severiana e attraverso gli ambienti restaurati durante l’età di Costantino, fino ad arrivare alla “stanza della pittura”. Era questa una stanza – sicuramente non un magazzino – dalla incerta funzione: vi erano infatti pareti affrescate che imitavano il marmo come nelle ricche abitazioni, ma anche vasche per l’acqua come nelle strutture artigianali. Prima di riemergere alla luce del sole, ai tempi moderni, dedicheremo infine un po’ del nostro tempo a riscoprire la storia di alcuni elementi marmorei dalla ignota funzione, ritrovati qui nel corso degli scavi.

Non fatevi ingannare dal nome

Quelle che visiteremo non sono delle vere e proprie insulae, dei semplici palazzi romani a più piani dotati di abitazioni e botteghe. Qui ci troviamo piuttosto davanti ad una serie di ambienti con funzioni diverse che si sono sovrapposti nel tempo e che sono stati rimaneggiati e modificati nel corso dei secoli, lasciando cadere un alone di mistero sulla reale funzione di alcuni essi.

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